Numero 2/2025FRANCESCO SALVATORE REA Enti religiosi e intelligenza artificiale: profili di imputazione penale
Numero 2/2025BRIGITTA MARIECLAIRE CATALANO Recensione a MARIA D’ARIENZO, ANTONIO INGOGLIA, VITO IMPELLIZZERI (a cura di), Dinamiche interculturali, dialogo interreligioso e diritti, Edizioni Libreriauniversitaria.it, Padova, 2025, pp. 222
RIASSUNTO
Il saggio ricostruisce, in una prospettiva storica e sistematica, il percorso attraverso cui la Direzione centrale degli Affari dei culti è divenuta il principale snodo amministrativo del pluralismo religioso in Italia. Dalle politiche ottocentesche sugli enti ecclesiastici alla stagione concordataria del 1984 e alla Legge 222/1985, l’analisi mostra come il governo dei culti si sia progressivamente spostato da una logica patrimoniale a una funzione di garanzia della libertà religiosa. In questa cornice, la Direzione è esaminata nelle sue pratiche quotidiane: riconoscimento e vigilanza sugli enti, razionalizzazione delle confraternite, disciplina delle fabbricerie, controllo sull’utilizzo delle risorse dell’otto per mille. Sullo sfondo, il contributo mette in luce il nesso tra coesione sociale, laicità “attiva” e dialogo istituzionale, collocando l’esperienza italiana dentro il quadro europeo tracciato dall’art. 17 TFUE e dalla Carta dei diritti fondamentali.
PAROLE CHIAVE
Pluralismo religioso; Direzione centrale degli Affari dei culti; enti ecclesiastici; laicità attiva e libertà religiosa; art. 17 TFUE


