COLLANA “DIRITTO E RELIGIONI”SALVATORE TOLONE 04 – Diritto privato globale, Objective Pluralism e libertà di religione
Numero 2/2025MICHELE PUNZI Pluralismo confessionale e coesione sociale: la funzione della Direzione centrale degli Affari dei culti nell’ordinamento italiano ed europeo
RIASSUNTO
Il contributo indaga le ricadute sistemiche dell’intelligenza artificiale sui modelli di imputazione penale, con particolare riferimento agli enti religiosi, alla luce delle trasformazioni dogmatiche indotte dall’emergere di sistemi algoritmici dotati di autonomia operativa e opacità decisionale. Muovendo dalla struttura del d.lgs. n. 231/2001, l’indagine mira ad esaminare come la responsabilità da reato degli enti collettivi, fondata sulla colpa di organizzazione e sulla logica del rischio da deficit strutturale, non possa essere traslata in senso analogico verso una soggettività dell’AI, priva di suitas, intenzionalità e capacità valutativa del disvalore del fatto. Particolare attenzione è dedicata ai sistemi di machine learning, la cui imprevedibilità pre-programmata e la natura evolutiva dei processi decisionali pongono limiti all’applicazione dei criteri tradizionali di colpevolezza e alla riconduzione causale ex art. 40, comma 2, c.p. all’agente umano. Nel contesto confessionale, ulteriori complessità derivano dalla struttura personalistica del diritto canonico, che ammette imputazione solo in correlazione con la dimensione psicologica dell’agente e configura le persone giuridiche come meri centri di riferimento degli effetti giuridici. L’utilizzo di sistemi di AI da parte degli enti religiosi può generare rischi penalmente rilevanti – violazioni della privacy, discriminazioni algoritmiche, bias decisionali nella gestione di attività economiche o pastorali – che impongono un ripensamento della governance in chiave di compliance digitale avanzata, rafforzamento degli obblighi di vigilanza e responsabilità per omesso controllo. La sfida del diritto penale sembra oggi essere quella di resistere alla tentazione di soggettivizzare l’AI, e concentrare invece l’intervento repressivo e preventivo sull’accountability degli enti e dei loro organi, anche alla luce delle recenti iniziative legislative e dei lavori di riforma del modello 231, in un quadro volto a preservare la coerenza sistematica e i principi garantistici degli ordinamenti statale e canonico. Un tale scenario sembra il più compatibile anche per gli enti religiosi, da sempre in bilico tra le esigenze di salvaguardia della loro specialità e la necessità di rispettare le disposizioni normative statuali in relazione alle attività diverse da quelle di religione e di culto.
PAROLE CHIAVE
Responsabilità degli enti; intelligenza artificiale; machine learning; imputazione autonoma; accountability digitale


