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Numero 2/2025GIANCARLO ANELLO Ritualità del cibo e giustizia culturale. Per una definizione del principio dignitario nella condizione di detenzione
RIASSUNTO
Il divieto generale di trattamento dei dati particolari ex art. 9, par. 1 del Regolamento n. 679 del 27 aprile 2016 (GDPR) è sicuramente uno strumento di prevenzione delle possibili discriminazioni operate a danno delle persone fisiche. Tale strumento, tuttavia, può anche dare luogo a discriminazioni implicite ove il suo utilizzo serva a legittimare, suffragandolo, un sentimento di indifferenza verso le esigenze e le diversità religiose e culturali. I soggetti facenti parte dell’indotto turistico rappresentano un esempio emblematico di questa bivalenza. La loro interazione, tuttavia, potrebbe essere uno dei tanti luoghi adatti per ripensare un’applicazione “alternativa” e meno “ambivalente” del GDPR.
PAROLE CHIAVE
Divieto di trattamento; dati di natura religiosa; discriminazione; turismo; GDPR


