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Quaderno monografico n. 2STEFANO TESTA BAPPENHEIM Lavoro anch’io? No, tu no! Discriminazioni religiose in ambito lavorativo nel diritto austriaco.
17 Novembre 2025
Lo scorso 16 ottobre la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori ha pubblicato il II Rapporto annuale sulle politiche e procedure della Chiesa, che contiene i dati sulla lotta contro gli abusi ai danni delle persone vulnerabili nell’anno 2024[1].
L’organismo – istituito da Papa Francesco con chirografo del 22 marzo 2014 e attualmente operante presso il Dicastero per la Dottrina della Fede, a norma dell’art. 78 della Cost. Ap. Praedicate Evangelium – ha svolto, nel corso degli anni, un lungo lavoro di analisi delle pratiche adottate a livello di Chiesa universale e di Chiese particolari per prevenire e sanzionare gli abusi e restituire alle vittime uno spazio di ascolto, un riconoscimento della loro dignità e un sostegno nel difficile processo di guarigione interiore[2].
In apertura del documento, il Presidente della Pontificia Commissione propone il “pellegrinaggio perpetuo” come immagine della missione della Chiesa in questo settore, sottolineando così il cammino comune che deve essere compiuto tanto dalle istituzioni ecclesiastiche, quanto dai fedeli a vario titolo coinvolti, nel farsi prossimi dei “sopravvissuti”.
Le parole chiave del Rapporto sono “giustizia”, “conversione” e “riparazione”, che sul piano delle misure concrete si declinano – oltre che nella doverosità del risarcimento finanziario in favore delle vittime – nella predisposizione di centri d’ascolto, nell’offerta del supporto psicologico, nel riconoscimento pubblico delle responsabilità e nella richiesta di scuse, nella comunicazione trasparente alle vittime sullo stato dei procedimenti che riguardano i loro casi e nella partecipazione delle stesse nel miglioramento degli standard di tutela[3].
Se si guarda alla struttura della pubblicazione, sono da evidenziare quattro sezioni: la prima, più corposa, riporta il resoconto relativo alle Chiese locali, appartenenti a diciotto conferenze episcopali, tra cui quella italiana, e a due istituti religiosi; la seconda prende in considerazione le realtà continentali (Africa, Asia/Oceania, America, Europa); la terza si concentra sulla Curia Romana e, in particolare, il Dicastero per l’Evangelizzazione; la quarta esamina, quale esempio di associazione laicale, l’Opera di Maria – Movimento dei Focolari. In appendice si espone la situazione finanziaria della Commissione e si dà notizia dell’Iniziativa Memorare, con la quale le conferenze episcopali, gli ordini religiosi e le fondazioni filantropiche possono contribuire a supportare le Chiese locali nell’adempimento degli obblighi connessi alla tutela dei minori.
Data la complessità dei profili e degli approcci metodologici utilizzati, focalizzerò l’attenzione sulle sezioni prima e terza.
Sul versante della raccolta dei dati a livello diocesano, la Commissione, da un lato, ha integrato la documentazione prevista per la visita ad limina con un questionario apposito, dall’altro, ha rafforzato il controllo sulle linee guida approvate dalle conferenze episcopali.
Di notevole interesse è l’osservazione condotta sulla CEI e su sette conferenze episcopali regionali (Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna, Lazio, Lombardia, Liguria, Sicilia): emerge, difatti, un quadro variegato, segnato da punte di eccellenza nell’implementazione delle buone pratiche, nella cooperazione tra istituzioni all’interno e all’esterno della Chiesa e nel coinvolgimento di personale qualificato, ma anche offuscato da aree grigie, che denotano mancanza di consapevolezza, persistente colpevolizzazione delle vittime e poca trasparenza nella gestione dei casi[4].
Tra le raccomandazioni, la Commissione ha reiterato l’invito affinché le diocesi italiane si rendano disponibili a condividere le informazioni con i dicasteri competenti della Santa Sede e realizzino un monitoraggio costante sulle politiche e sulle procedure a tutela dei minori; inoltre, ha richiesto un maggiore impegno nel facilitare le denunce all’autorità civile, anche con l’intermediazione delle strutture ecclesiastiche, e nell’intessere reti con le associazioni impegnate nella lotta agli abusi; ha posto, infine, l’accento posto sulla selezione dei candidati agli ordini sacri e agli aspiranti alla vita consacrata, in modo da evitare che la carenza di vocazioni determini scelte affrettate e potenzialmente pregiudizievoli[5].
Anche a livello di Curia Romana sono messe in luce alcune criticità, una delle quali chiama in causa proprio il m.p. Vos estis lux mundi[6]. La pluralità di giurisdizioni che si intersecano nel provvedimento pontificio causerebbe, secondo il Dicastero per l’Evangelizzazione, sovrapposizione di competenze e confusione nella gestione dei reclami[7]; altresì, nel momento della plantatio Ecclesiae e nei momenti iniziali della vita delle nuove circoscrizioni ecclesiali sarebbe arduo esigere standard di tutela che neppure sono raggiunti in territori di più radicata tradizione cristiana; da ultimo, si lamenta la scarsità delle risorse per la valutazione dei candidati all’episcopato in terra di missione.
Il panorama che il Rapporto presenta al lettore, dunque, è in costante evoluzione: a livello legislativo le riforme hanno rafforzato le opzioni repressive e hanno puntato i riflettori sugli obblighi di trasparenza, collaborazione e riparazione; i vescovi hanno via via acquisito elementi per assumere decisioni efficaci; tutto il Popolo di Dio è stato trasversalmente chiamato a fare i conti con la piaga degli abusi. Ciononostante, come segnalava già Benedetto XVI, rimane urgente e pressante il richiamo a “stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i princìpi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi”[8].
Andrea Miccichè
[1] Il II Rapporto annuale sulle politiche e procedure della Chiesa – periodo di riferimento 2024 è stato pubblicato sul sito ufficiale della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori in inglese, italiano, spagnolo, portoghese e francese, insieme con un sommario e ad alcune infografiche per agevolare la consultazione. Rinvio a https://www.tutelaminorum.org/annual-report/.
[2] Per una panoramica sulle misure adottate nel corso degli ultimi anni nel contrasto all’abuso perpetrato da chierici ai danni di minori e persone vulnerabili, segnalo Gerardo Nuñez, La protección del menor de edad ante los abusos sexuales: su salvaguarda obtiene carta de naturaleza, in Ius Canonicum, LXI, 122, 2021, pp. 821-862; Davide Cito, Abuso sui minori e diffusione della cultura della tutela e della prevenzione nella Chiesa, in Diritto e Religioni, XVII, 1, 2022, pp. 293-302; Anna Gianfreda, La salvaguardia dei minori e vulnerabili nella Chiesa: un approccio sistemico “in ascolto della realtà”, in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, Rivista telematica(https://www.statoechiese.it), 22, 2022, pp. 31-51; Paolo Palumbo, Tutela e protezione dei minori nella Chiesa cattolica: profili di diritto sostanziale e processuale alla luce delle recenti modifiche normative, ne Il Diritto Processuale Civile Italiano e Comparato, 1, 2023, pp. 277-307.
[3] Cfr. Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, II Rapporto annuale sulle politiche e procedure della Chiesa – periodo di riferimento 2024, Città del Vaticano, 2025, pp. 7-8, 25-31.
[4] Cfr. ivi, pp. 47-50.
[5] Cfr. ivi, pp. 51-52.
[6] La versione aggiornata del m.p. Vos estis lux mundi è pubblicata in AAS 115 (2023) 394-404. Sul provvedimento e sulla sua applicazione la dottrina ha offerto numerosi contributi. Mi limito a citare Rafael Rodríguez-Ocaña, El motu proprio “Vos estis lux mundi”, in Ius Canonicum, LIX, 118, 2019, pp. 825-884; Giuseppe Comotti, I delitti contra sextum e l’obbligo di segnalazione nel motu proprio “Vos estis lux mundi”, in Ius Ecclesiae, XXXIII, 1, 2020, pp. 239-268; Id., Osservazioni sul secondo motu proprio “Vos estis lux mundi” (25 marzo 2023), nel vol. Francesca Oliosi, Diritto, religione, coscienza: il valore dell’equilibrio. Liber Amicorum per Erminia Camassa, Mucchi Editore, Modena, 2023, pp. 191-219; Geraldina Boni, La recente attività normativa ecclesiale: finis terrae per lo ius canonicum? Per una valorizzazione del ruolo del Pontificio Consiglio per i testi legislativi e della scienza giuridica nella Chiesa, Mucchi Editore, Modena, 2021, pp. 129-167; Antonio Interguglielmi, La collaborazione tra lo Stato e l’Autorità ecclesiastica nei casi di abuso su minori da parte di chierici, nel vol. Maria d’Arienzo, Mario Ferrante, Fabiano Di Prima, Diritto penale canonico e diritto penale statale: due ordinamenti a confronto alla luce della recente riforma del Libro VI del Codice di diritto canonico, Quaderno monografico n. 3 della Rivista Diritto e Religioni, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza, 2023, pp. 185-201; José Bernal, Algunas ideas después de la reforma de “Vos estis lux mundi”, in Anuario de Derecho Canónico, 14, 2024, pp. 49-64.
[7] Cfr. Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, II Rapporto annuale, cit., p. 181.
[8] Benedetto XVI, Discorso ai vescovi della Conferenza Episcopale di Irlanda in visita “ad limina apostolorum”, 26 ottobre 2006, https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2006/october/documents/hf_ben-xvi_spe_20061028_ad-limina-ireland.html.


