Articolo in progress, pubblicato onlineRAFFAELLA LOSURDO L’evoluzione del muslim friendly tourism tra tradizione e innovazione
NEWSSTATI UNITI D’AMERICA La Corte Suprema USA e la responsabilità genitoriale nei confronti di un figlio transgender: molto rumore per nulla o implicita presa di posizione? (Andrea Miccichè)
RIASSUNTO
L'educazione dei figli è certamente uno degli ambiti in cui i conflitti e le controversie tra credenze religiose, valori laici e regolamentazione giuridica sono più diffusi nei paesi europei. Per risolvere queste controversie, le norme della CEDU (in particolare, l’articolo 2 del Protocollo addizionale n. 1) devono essere applicate in modo coerente con il diritto internazionale, e in particolare con l’articolo 14 (2) della CRC, che impone agli Stati parti di rispettare i diritti e i doveri dei genitori di guidare i propri figli nell’esercizio del loro diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione in modo coerente con le capacità di sviluppo degli stessi (e sulla base del superiore interesse del minore, come garantito dall’articolo 18 (1) della Convenzione). Il saggio proposto esamina la giurisprudenza non sempre lineare della CEDU in materia, tesa alla ricerca di un difficile equilibrio tra la tutela della libertà religiosa dei genitori e dei figli, gli interessi superiori del minore e la funzione protettiva dello Stato nel campo della istruzione. L’analisi porta inevitabilmente a riflettere sulla corretta portata del margine di apprezzamento, spesso utilizzato dalla Corte per risolvere pilatescamente i casi più controversi all’intersezione tra diritto, religione e famiglia.
PAROLE CHIAVE
Educazione religiosa dei figli; libertà religiosa; diritti dei genitori; interesse superiore del minore; Corte Europea dei Diritti dell’UomoInterreligiosità, unione, apertura, difesa


