Numero 1/2026CLAUDIO GENTILE Brevi note sulla Lettera Apostolica Il Governatorato
Numero 1/2026FABIO VECCHI Rilievi circa l’attualità della teoria di Gaetano Catalano sull’«ordine pubblico implicito»
RIASSUNTO
Nel contesto giuridico e religioso islamico, la vite e il vino occupano una posizione controversa, segnata da prescrizioni religiose e da una fitta trama normativa. In particolare, nel Regno del Marocco, tale complessità si traduce in un sistema di divieti e regolazioni che disciplinano la produzione e la commercializzazione del vino per i musulmani, senza tuttavia escluderne il riconoscimento come attività agricola e produttiva di rilievo. Questo saggio esplora questo apparente paradosso e come il Marocco abbia elaborato un sistema normativo e istituzionale che, pur rispettando le prescrizioni religiose, promuove la produzione viti-vinicola. Attraverso l’analisi delle fonti religiose, delle normative storiche e contemporanee, l’articolo indaga in che modo uno Stato islamico possa conciliare il divieto religioso con la costruzione e il sostegno di un’economia d’eccellenza, sottolineando il ruolo dello Stato come mediatore tra tradizione religiosa e sviluppo economico.
PAROLE CHIAVE
Diritto islamico; vino; Marocco; regolazione statale e dimensione religiosa; pluralismo giuridico


